Mattina d’estate, ore 7,00. Suona la sveglia. Mi alzo, mi lavo la faccia e riduco la barba alla lunghezza del giorno prima. Mi vesto e sono pronto per un nuovo giorno di lavoro. Do’ un bacio a mia moglie che si rigira sonnacchiosa nel letto dopo aver ricambiato. Mi accosto alla stanza di mia figlia. Apro la porta per svegliarla come tutte le mattine per dirle che è ora di andare a scuola. E’ meglio che non faccia ritardi quest’anno: deve fare la maturità tra poco. La stanza è semibuia e l’aria calda scivola fuori nel corridoio attraversandomi. Mi avvicino ai piedi del letto. Mi blocco. Non la sveglio. Torno da mia moglie. Lei sì, la sveglio. Mi assicuro che riesca a capire quello che le dico prima di parlarle, poi: “Tesoro nostra figlia è un alieno! Dal lenzuolo escono quattro piedi, due dei quali sono sproporzionati”.